LETTERA APERTA DEL VICEPRESIDENTE AICW AVV. CRISTIANO SIRINGO

Egregi Soci e Cari amici,

mi sento in dovere di scrivere queste due righe sulla scia delle migliaia di visualizzazioni e consensi ricevuti dall’Associazione Italiana Classi Windsurf (AICW), che rappresento, in merito all’iniziativa intrapresa presso tutti i Presidenti ed Assessori Regionali al fine di chiarire e sbloccare la pratica del nostro amato sport nella così detta Fase 2 dell’emergenza Covid-19.

Devo in primis ringraziare Francesco Zarbo per avermi coadiuvato in questo duro lavoro e poi tutti Voi per il supporto ricevuto, nonché ringraziare le Riviste di settore, gli Amm.ri delle pagine Facebook che hanno condiviso la nostra iniziativa e le Scuole windsurf che hanno fatto altrettanto.

Permettetemi però alcune brevi riflessioni: in primis spero che prestissimo tutti noi potremo dimenticare questa drammatica esperienza, che purtroppo ha portato migliaia di morti e gravi problemi legati al mondo del lavoro che spero presto possano essere superati, per tornare a godere degli elementi naturali e della gioia di vivere che trasmette il nostro sport, agonistico o meno che sia; poi volevo fare una brevissima riflessione sulle migliaia di windsurfisti che hanno appoggiato la detta iniziativa, riconoscendo come l’AICW sia l’Associazione delegata in Italia a trattare ed interloquire con le Amministrazioni Pubbliche e con la Federazione Italiana Vela per il bene del nostro sport.

Sorge però in me una domanda chiarissima: cosa sarebbe successo se l’AICW forte di migliaia di tesserati, si fosse potuta sedere al tavolo della Federvela e delle Istituzioni per reclamare il giusto sblocco del Windsurf, visto anche che lo stesso è stato riconosciuto come uno di quelli con il minor grado di pericolo di contagio? E poi, cosa succederà se un domani, spero lontanissimo, dovesse ripetersi una situazione analoga magari legata ad un’altra pandemia?

E’ chiaro che di fronte a tragedie di tale portata forse lo sport dovrebbe assumere un ruolo di secondo piano, ma non dimentichiamo che il windsurf, oltre ad essere per noi uno svago e uno sport, è per molti anche un lavoro.

Allora mi chiedo perché non ci date la forza di diventare una voce seria e forte nel panorama degli sport Italiani?

Con i nostri post pro-sblocco hanno interagito quasi 7.000 persone che, ove fossero tesserate, rappresenterebbero un numero tale da eguagliare Federazioni riconosciute come quella del Rugby o della Pallacanestro per dirne solo alcune; se tutti noi unissimo le forze saremmo una voce importante ed autoritaria, senza considerare che con la esigua somma di 15/20 euro della tessera Socio/a Sostenitore avreste la possibilità di a) accedere alle convenzioni di AICW (es. 20% sui traghetti e su molti alberghi in Italia ecc.); b) accedere a scontistiche che i vari brands di settore riservano ai soci; c) avere la possibilità di provare a partecipare ad una regata; d) ricevere un vostro numero velico.

Tutto ciò ci darebbe la possibilità non solo di dialogare con la FIV con una forza diversa, ma ci darebbe la forza e la voce per cercare di tutelare tutti Voi, visto anche come l’ultimo DPCM del Governo parlava proprio di sessioni di allenamento degli Atleti, professionisti e non professionisti – riconosciuti di interesse nazionale dal Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI), dal Comitato Italiano Paraolimpico (CIP) e dalle rispettive Federazioni, visto anche come la stessa FIV, come avrete notato nei post ufficiali emessi, ha sempre espresso solo interesse per i Circoli e le classi Olimpiche e non per le classi così dette minori e non Olimpiche.

Per una volta, Vi chiedo, proviamo a superare i campanilismi, uniamoci e proviamo a vedere se è possibile dare una voce autoritaria al nostro bistrattato sport.

Per finire Vi ringrazio ancora per il supporto e per l’aiuto che molti di Voi mi hanno dato in questo difficile ed impervio impegno a favore del windsurf, e mi scuso se le mie riflessioni hanno urtato la sensibilità e suscettibilità di qualcuno.

Spero di vederVi tutti presto in acqua con il sorriso