Funboard

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Nei primi anni ’80 cominciarono ad arrivare da oltreoceano, in particolare dalle Hawaii, patria di Robby Naish, mito indiscusso del windsurf, spettacolari immagini fotografiche raffiguranti il giovane Naish, campione mondiale Windsurfer nel 1976 ad appena 13 anni, nell’atto di affrontare le onde oceaniche con la tavola a vela. Presto si rese conto che il Windsurfer con i suoi 22 kg di peso e un notevole dislocamento non era adatto a quelle condizioni. Così, grazie all’aiuto del padre, creò il primo sinker (tavole corte e con poco volume che prevedono la partenza dall’acqua), adattando un Mistral Competition che veniva accorciato tagliandolo all’altezza della scassa di deriva. Con questo prototipo Naish affrontava le onde, saltandole e surfandole, dando vita ad una nuova disciplina: il funboard.
Con la creazione della F2, Peter Brockhaus, si dedicò molto alla promozione del funboard, realizzando in serie tavole più leggere e più corte, adatte ad affrontare vento forte e situazioni meteomarine difficili. Fu grazie all’intuizione di Brockhaus che venne creato il circuito mondiale funboard (che poi diventerà l’International Funboard Class Association) che prevedeva spettacolari tappe agonistiche nelle località più ventose del mondo. I primi salti sulle onde accentuarono le caratteristiche estreme delle tavole funboard.

Come in tutte le attività sportive l’evoluzione tecnica delle attrezzature è inevitabile. Questa evoluzione dura tutt’oggi ma è limitata a miglioramenti marginali talvolta apprezzabili solo da specialisti. C’è stata però una fase di transizione, delle tavole prima e delle vele poi, in cui la deriva è scomparsa, le tavole sono diventate corte e dotate di strap, le vele sono state dotate di trapezio e le stecche si sono allungate fino a toccare l’albero. Grazie a tale evoluzione si è reso possibile viaggiare sull’acqua a gran velocità e a compiere manovre e salti mai visti prima.

Sulle spiagge italiane questa ondata di innovazione iniziò timidamente alla fine degli anni ’70 protraendosi poi per buona parte degli anni ’80. Fu un’epoca pionieristica perchè si passava da attrezzature totalmente standard ad un panorama di sperimentazione totale. La divisione era netta: il Windsurfer era tranquillamente reperibile in negozio, il Funboard no! C’era sempre l’amico o l’amico di amici che costruiva tavole. Molti surfisti di buon livello erano in grado di costruirsi la tavola da soli perchè era conveniente e tutto era ancora da sperimentare: forme, distribuzione dei volumi, posizione di strap e rotaie, materiali. Fu questa l’epoca d’oro del custom amatoriale, forzatamente finita all’inizio degli anni ’90 con l’avvento di tecnologie e materiali troppo costosi e difficili da manipolare in ambito non professionale. Senz’altro è da questo tipo di sperimentazioni che è nata l’attrezzatura da windsurf, divertente e accessibile, di cui noi usufriamo attualmente e che tanto impulso ha dato al progresso del nostro sport.